Avvistamenti UFO durante l’Impero Romano

Avvistamenti UFO durante l’Impero Romano

Giulio Ossequente è stato uno storico romano del IV secolo d.C. - Si sa poco di lui ma i suoi scritti suscitano molto interesse tra gli appassionati di ufologia.

Tra le sue opere più famose c’è il “Libro dei Prodigi” (De prodigiis) in cui Ossequente descrive eventi straordinari avvenuti a Roma e nei suoi domini, definiti prodigia. Il “Libro dei Prodigi” è un compendio di notizie tratte dalle opere di Tito Livio.

216 a.C. Oggetti come le navi sono stati visti nel cielo sopra l'Italia (...) Ad Arpi (180 miglia ad est di Roma, in Puglia) uno scudo rotondo è stato visto nel cielo. (...) A Capua, il cielo era tutto in fiamme, e si sono viste figure come navi (...)

99 a.C. Quando C. Murius e L. Valerius erano consoli, a Tarquinia sono cadute, in luoghi diversi, cose come delle torce fiammeggianti, venute improvvisamente dal cielo. Verso il tramonto, un oggetto rotondo come un globo o uno scudo circolare, ha seguito il suo percorso nel cielo, da ovest a est.

90 a.C. Nel territorio di Spoletium (65 miglia a nord di Roma, in Umbria) un globo di fuoco di colore dorato cadde a terra, roteando. E poi sembrò aumentare di dimensioni, saliva dalla terra, e ascese al cielo, dove si oscurava il disco del sole, con la sua brillantezza. Si girava verso il quadrante orientale del cielo.

I detrattori dell’ufologia liquidano queste descrizioni come fenomeni naturali ignoti all’epoca dei romani. Probabilmente una parte di essi lo sono. Tuttavia, a meno che non li si consideri scritti precursori della fantascienza, alcune cose lasciano interdetti, come la descrizione molto simile ai moderni dischi volanti (oggetti a forma di scudo circolare) accompagnati da grandi astronavi. Per di più, sono riportate dettagliate rappresentazioni sui loro spostamenti che non hanno nulla di naturale (dal cielo, alla terra, per poi ritornare nel cielo e sparire verso est).

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